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   Ortles, dalla Hintergrat
Zona Trentino Alto Adige - Ortles Cevedale
Partenza Solda di Sopra (BZ)  (1800 m)
Quota attacco 3400 m
Quota arrivo 3905 m
Dislivello 500 m Il dislivello dal rif. Coston è di 1250m
Difficoltà AD ( pendenza 40° / IV- in roccia )
Esposizione in salita Sud-Est
Rifugio di appoggio Rif. Coston
Attrezzatura consigliata 1 corda da 40m, 4-5 rinvii, cordini, 2-3 friend, 1 piccozza, ramponi, 2 viti da ghiaccio
Orario indicativo 1h e 45 al rif. Coston; 4-6h la salita
Periodo consigliato Fine giugno-Primi di settembre
Descrizione 1° giorno: Dalla partenza della seggiovia per il rif. K2 a Solda di Sopra, prendere una stradina che porta alla stazione intermedia dell’impianto. Dopo poco, abbandonarla e seguire il sentiero n. 2 (indicaz. per rif. Coston - Hintergrathutte), che sale a destra del Rio Solda e prosegue lungo un tratto roccioso fino alla sovrastante morena della Vedretta di Solda. Arrivati all’intermedio, proseguire verso un pendio con dir. SW e dopo alcuni tornanti si raggiunge la cresta. Si piega a dx e superato un laghetto si raggiunge il rif. (q. 2661 m – ore 2-2,30).
2° giorno: Prendere il sentiero che parte da dietro il rifugio e che percorre un tratto in piano che costeggia prima sulla dx la morena della vedretta di Solda, e poi a sx le rocce che scendono dalla cresta del Coston. Si sale poi per un ripido e faticoso pendio sfasciumoso fin verso il suo termine. Da qui si attaccano le rocce, dapprima in un canale e poi per un camino (II), da dove poi si raggiunge una cengia detritica. Dopo aver risalito una pietraia mantenendosi alla sx della stessa, si raggiunge nuovamente una parte rocciosa. Senza particolari difficoltà, si risale un canale e si raggiunge un spiazzo; si sale poi una cresta (II) che ci porta allo Spuntone di Sopra (Oberer Knott q. 3466 m - ore 2,45). Si mette poi piede sul nevaio, che si fa via via più ripido fino a raggiungere la cresta che scende, a sx, dalla Punta del Segnale (Signalkopf, q. 3725 m), fino quasi a raggiungere la stessa. La si supera scendendo in diagonale da una selletta per circa 20 m. a sx (chiodo per calata), fino ad una stretta cengia. Percorsa detta cengia, ci si ritrova nuovamente in cresta. Arriva ora il tratto chiave: uno spuntone di circa 15 m, che si eleva dalla cresta, da superare attraverso una ripida fessura (IV-, chiodo, roccia molto unta). Segue poi un tratto di cresta piuttosto esposto con passaggi su roccia (II/III). Si arriva così al ripido nevaio (40°) (attenzione a possibili cornici sul lato sx), e dopo circa 80-100 metri si incontra di nuovo la roccia. Sempre con passaggi di II e III grado, si giunge al secondo punto più impegnativo (IV-, chiodo), superato il quale le difficoltà diminuiscono. La cresta ora si presenta piuttosto frastagliata e, superato poi un ultimo nevaio, tramite un canale si raggiunge un dosso, che per spuntoni e massi porta direttamente in cima (ore 5-6 dal rifugio).
DISCESA: Per la normale al rif. Payer, lungo il versante Nord. Scendere lungo la calotta glaciale, con dir. Prima NW e poi N, finché si arriva in cresta. Superati alcuni crepacci, si raggiunge il biv. Lombardi, posto su uno sperone roccioso (3300 m). Scendere a sx del ghiacciaio (eventuale doppia oppure si disarrampica sul II°); si traversa poi a dx raggiungendo una sella, dove termina la parte nevosa. Qui si diparte una cresta aerea e rocciosa. Seguirla (chiodi di una vecchia ferrata per assicurarsi) tenendosi sul crinale e, sempre seguendo i chiodi, si arriva alle catene che permettono di superare in discesa una ripida paretina di 50m. Tenendo poi la sx del filo di resta, si arriva ai piedi della Punta Tabaretta; traversare a sx lungo il sentiero che porta al rif. Payer (2h e 30’ dalla vetta). Seguendo il sentiero, si arriva così al rif. Tabaretta e, tra ghiaioni e tratti boschivi, si raggiunge il paese (2h e 30’ dal rif. Payer). Dal rif. Tabaretta è anche possibile andare a prendere la seggiovia degli Orsi, risparmiando 500m di dislivello.
Valutazione itinerario Ottimo
Commento Famosa e frequentata via di salita all’Ortles, che presenta passaggi esposti e, in un paio di punti, abbastanza impegnativi e fisici (IV-). Tratti di sfasciumi, soprattutto nella prima parte, si alternano poi a bei tratti rocciosi ed altri nevosi. Essendo molto frequentata, l’affollamento è quindi da mettere in conto soprattutto nei week-end e, di conseguenza, oltre all’attesa, anche qualche pericolo oggettivo di caduta sassi dall’alto nei tratti sfasciumosi che precedono l’attacco in cresta. La discesa dalla via normale non è assolutamente da sottovalutare, in quanto si svolge dapprima su un ghiacciaio molto screpacciato e poi lungo tratti rocciosi e in cui spesso occorre disarrampicare con attenzione (possibile qualche breve calata in doppia), oltre a brevi ma frequenti saliscendi.

FOTO 1: Sul primo nevaio della Hintergrat; sulla dx è ben visibile la Signalkopf e, a sinistra di questa, la vetta dell'Ortles.
FOTO 2: Alla fine del 2° nevaio.
FOTO 3: Le ultimissime facili roccette e la cima.
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