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   Pizzo Coca, cresta di Arigna (Dente di Coca-Cime d'Arigna)
Zona  Lombardia - Orobie
Partenza  Valbondione (900m)
Quota attacco  2694 m
Quota arrivo  3050 m
Dislivello  356 m
Difficoltà  PD+ / III ( II obbl. )
Esposizione  Nord-Ovest
Rifugio di appoggio  Coca
Attrezzatura consigliata  da alpinismo in ambiente: corda da 60metri,protezioni veloci, qualche cordino, caschetto.
Orario indicativo ore 4.00 al passo; ore 3.30/4.00 dal passo alla cima.
Periodo consigliato Estate; in inverno diviene ben più tecnica,difficile e delicata
Descrizione Da Valbondione, seguire il sentiero n°301per il rif. Coca,che si sviluppa lungo l’erto pendio della val di Coca,e che in circa 2.30h, conduce al rifugio.
Dal simpatico edificio, risalire la diagonale segnata verso il laghetto di Coca; dal lago si dipartono i tre sentieri: uno per il rif. Brunone attraverso il passo del Simal(sentiero delle Orobie), uno verso il p.so di Coca e uno verso la bocchetta del Camoscio ed il pizzo Coca.
Si seguono i segnavia, a tratti sbiaditi, che portano a costeggiare il laghetto sulla destra e poi guidano ad attraversare l'ampio pianoro della Conca dei Giganti, disseminato di grossi massi erratici! Il sentiero, poco visibile e distinguibile, porta nei pressi di un masso con lapide cementata, poi devia bevemente a destra puntando deciso all'inizio del ghiaione discendente dal passo del Coca.
Giunti al piede del canale, il sentiero e i segnavia si perdono per un tratto causa frane continue; seguendo un nevaio sempre presente si risale x sfasciumi o neve fino a incocciare di nuovo nei segnavia CAI, d' ora in poi ben evidenti e continui.
Risalito tutto il ghiaione, assai faticoso ma redditizio, si giunge in alto, oramai meno di cento metri sotto il passo. Qua il ghiaione cessa e si restringe a guisa di canalino; risalendo le rocce rotte a destra (segnavia) si tocca il passo (2694-madonnina). Dal valico, con bella vista sul bacino del Lupo, si attaccano le roccette di cresta a destra, per tracce, e si risalgono con facile arrampicata; dopo poco, la cresta si spiana abbastanza, permettendo di guadagnare quota con percorso più agevole, e portando in breve sotto Punta Isabella (cfr. itinerari esc. ON-ICE), la Spalla del Dente.
Tralasciandone la salita si seguono le tracce leggere che traversano gli sfasciumi del versante Ovest di detta spalla prima in piano, poi, in leggera risalita, si riprende la cresta, più esposta, oramai quasi sotto l'arcigno e cupo torrione del Dente.
Proseguendo per cresta piana e facile (attenzione solo all'esposizione costante e non indifferente) si toccanoa lcuni denti rocciosi, che si superano agevolmente, pur con qulache attenzione, sul versante di Coca (Arigna è quasi impraticabile). In breve si toccano le prime roccette dello spigolo N-O (via Castelnuovo), che si innalza ripido verso la vetta.
Invece di seguire i pochi omini che tagliano a destra verso la via Corti (cfr. itinerario ON-ICE) tenersi sulllo spigolo, in verità un poco a detra, scalando lo zoccolo basale di rocce gradonate e non molto solide.
Con difficoltà I°/II°grado risalire lo zoccolo, seguendo poi il filo dello spigolo, tenendo sempre un po' a destra fino a giungere alla base di un canalino, ascendente da destra a sinistra, che riporta sull'esposto crinale, alla base dell' evidente fascia di placche, alternte da terrazzini. Tali piode, un poco avare di appigli ma di roccia ottima, vanno risalite per circa 50 metri, con difficoltà tra il II° e il III°- max (e un poco di esposizione in più).
Al termine si è alla famosa cengia terminale che cinge la vetta del monolite; per raggiungere la soprastante croce attaccare il breve salto, un po' esposto, che porta alla cima (15 metri, II+ esposto) o in alternativa seguire la cengia a destra e raggiungere comodamente, per tracce, l'esile punta (Dente di Coca, m 2924, crocetta malridotta).
Dalla sommità discendere alla cengia, poi proseguire scollinando con attenzione sul versante Sud-Ovest (val Coca) per circa 25-30 metri, poi traversare a sinistra riprendendo l'affilata crestina, presso cui è sito un ancoraggio, da verificare nella solidità, per la doppia (su spuntone roccioso). La doppia, di circa 20metri, deposita su una breve cengetta sul versante Orientale; riportarsi poi sul filo di cresta (destra) e discendendolo con attenzione per qualche metro, raggiungere un ulteriore sosta, sita un poco a sinistra dello spartiacque (chiodo e cordino, da verificare-anno 2008). Un ulteriore corda doppia approda alla famosa Breccia del Dente di Coca, stretta tra Dente di Coca e Creste di Arigna. Dalla Breccia (crocetta arrugginita) risalire l'affilato spigolo che s'innalza verso le Arigne, scalando su ottima roccia e tenendosi a volte a destra, altre a sinistra (II°/II°+, esposto, a tratti anche notevolmente verso sinistra), sino a toccare la cima di Arigna Settentrionale (2925 mt, ometto, con ottima suggestiva vista sul Dente di Coca). Percorrendo la cresta sommitale, passata una depressione, si tocca la vetta Meridionale di Arigna (2922 mt); da questa proseguire verso SudEst, seguendo in discesa, con un po' di attenzione, la friabile crestina (utili aggiramenti ai lati dello spartiacque), che conduce alla stretta bocchetta di Arigna (2871 mt), alla base dello sperone finale.
Attaccare lo spigolo, largo e assai scaglionato(I°), che consegna in breve alla cosiddetta Spalla del Coca (3000 mt), dalla quale si scende, con più attenzione (I°/II°) fino alla bocchetta sotto la vetta settentrionale del Coca (che appare come un tetro torrione di roccia scura).
Da tale intaglio risalire per qualche metro il ripido crinale, poi, facendosi quest'ultimo quasi o affatto verticale, tagliare a sinistra raggiungendo l'inizio della famosissima traversa verso Arigna, sull' altrettanto famosa placca spiovente (un chiodo assai malridotto all'inizio).
Superare in traversata tale liscia placca, per lo più in aderenza di piedi (circa 20 metri orizzontali, II° assai esposto), poi risalire direttamente per roccette di discreta qualità fino a toccare la più bassa, ma panoramicissima, punta Nord del Pizzo (3046 mt circa), in vista della vetta principale bergamasca sormontata dalla grande croce.
Percorrendo da ultimo l'affilata ma divertente e assai facile cresta finale (100 metri, I°), si tocca l'agognata cima (pizzo Coca, 3050 metri, croce in ferro, libro di vetta).
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento  Grandiosa via di salita, sempre sul filo dei 3000 mt, tra le classicissime e più panoramiche dell'intera cerchia Orobica, che permette di raggiungere la cima del Coca attraverso la sua lunga cresta Nord-Ovest, passante per il bellissimo monolite del Dente e le misteriose punte di Arigna.
Le difficoltà tecniche sono contenute (la difficoltà massima sono le piode spioventi lungo lo spigolo Castelnuovo al Dente, max III°- comunque), ma la lunghezza notevole unitamente alla scarsissima frequentazione, ne fanno una salita affatto assai avventurosa e impegnativa.
La vetta del Dente, invece che dalla via Castelnuovo descritta, può essere raggiunta anche dalla via Corti, con difficoltà minori (II°+) ma roccia pessima.

FOTO:
1)il Dente:in ROSSO lo spigolo Castelnuovo(1901),in BLU la via Corti-Lenatti(1915)
2)la cresta di Arigna per intero.
3)vista suggestiva su tutta la cresta, a metterne in luce la notevole lunghezza
Itinerario visto  37123 volte
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