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   Pizzo Camino-Corna di San Fermo, traversata in cresta - Via Attilio Gheza
Zona  Lombardia - Orobie
Partenza  Navertino - Borno (Valcamonica) (1025m)
Quota attacco  2000 m
Quota arrivo  2491 m
Dislivello  2000 m
Difficoltà  AD- / IV+ ( IV+ obbl. )
Esposizione  Varia
Rifugio di appoggio  Rif. Laeng
Attrezzatura consigliata  Due mezze corde da 30m, 6-7 rinvii
Orario indicativo 12-14h
Periodo consigliato Estate-Autunno
Descrizione Da Borno si sale fino ala località Navertino, dove si lascia l’auto (oppure a Borno, presso il distributore automatico alla pro loco, ci si può munire di permesso, 6 euro, solo per per 4x4).
Seguire la strada sterrata fino al Lago di Lova (1300m). Continuare su strada fino a raggiungere la bacheca della Via “Attilio Gheza” persso la loc. Monte Arano (1480m). Seguire il sentiero n. 82A fino al rif. Laeng (1780m) e da qui proseguire lungo il segnavia CAI n. 83 verso il passo di Varicla (2080 m slm); senza tuttavia raggiungerlo ma deviando a sx in prossimità della targa azzurra indicante l’inizio della via. Continuare poco sotto il filo di cresta erbosa e raggiungere un conoide che termina in alto con un piccolo salto roccioso. Risalirlo (II-III°) fino alla croce di vetta (2491m). Da qui si può scendere a valle dal sentiero n. 82 che riporta al rif. Laeng.
La via è tutta contrassegnata da bolli azzurri e fix con anello.
Dalla cima seguire il sentiero CAI n. 423 verso S; abbandonarlo quando questo piega a dx verso il Passo di Corna Busa e continuare verso S seguendo i bolli azzurri e arrivare in prossimità della targhetta azzurra via “Attilio Gheza”.
Tenersi sempre sul filo di cresta su roccette spesso un po' instabili e terreno franoso (il tratto "peggiore" della via sotto questo aspetto) fino ad arrivare alla base di una paretina di 30m. Risalirla con passaggi di IV fino al suo termine (cima Tabak, 2448 m). Oltre la successiva cresta erbosa, è possibile scendere a valle in dir. E (via di fuga) lungo un anfiteatro morenico e quindi Rif. Laeng.
Dopo una serie di saliscendi si raggiunge al culmine (2418 m) e da qui si fanno 3 calate in corda doppia: le prime due di circa 25m, l’ultima più corta (10m circa), fino ad arrivare al Passo della Porta. Da qui è possibile scendere a sx per la via di fuga lungo un canale morenico e raggiungere il Rifugio Laeng (via sconsigliata se non in caso di estrema necessità).
Ora si prosegue per saliscendi e bei canali di facili roccette (II), fino alla Cima Moren (2417 m slm), da dove si prosegue lungo il sentiero CAI n. 82B (via normale), fino a raggiungere un ampia sella, ove è posta un'altra targhetta azzurra della via (Goletto del Moren, 2270m). Anche qui è possibile scendere lungo una via di fuga dal sentiero n. 82B (dir. SE).
Dal Goletto del Moren abbandonare il sentiero CAI e continuare ancora lungamente sul filo di cresta con dir. WSW, tra roccette e canali per balze rocciose e suggestivi canali, fino a raggiungere la parete di 60m, passaggio più impegnativo della via. Risalirla tramite un bel diedro roccioso (IV+) e poi su placche leggermente più facili (IV) (presenti 2 soste a fix), fino al termine. A dx, dopo pochi metri, si raggiunge l'omino di vetta del Monte Negrino (2310m).
Stando ancora lungo il filo, superare passaggi rocciosi piuttosto articolati e a tratti aerei, fino a una sosta a fix dalla quale ci si cala in corda doppia (25m). È possibile scendere a sx (via di fuga) lungo il ripido canale morenico in direzione fino alla conca della “Al de Muren” e quindi, traversando poi a sx, riprendere il sentiero n. 82B (via normale della Cima Moren) che riporta a valle.
Si risalgono facili canali e diedri (II-III) e dopo diversi saliscendi si raggiunge la Corna di San Fermo (2352m).
Qui terminano le difficoltà, ma si prosegue sempre lungo il filo di cresta, per lo più erbosa ma a tratti esposta.
Si arriva ad una croce metallica (2197m) dalla quale è possibile scendere in dir. S lungo una costa erboso al Rifugio San Fermo. Giunti ad un'ampia sella, piegare a NE
Arrivati ad una larga sella, si devia decisamente a Nord-Est riportandosi nella conca della “Al de Muren” e quindi scendere dal sentiero CAI n. 82B. Si passa poi dalla Chiesetta degli Alpini (1730m), poi di nuovo alla Bacheca della Via “Attilio Gheza” posta in loc. Monte Arano a quota 1480 m e quindi lungo la strada fino alla macchina.
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento  Bella e lunga traversata in cresta per questa via dedicata ad Attilio Gheza, deceduto in montagna, attrezzata e messa in sicurezza dai C.A.I. di Cedegolo e Borno.
E' una via alpinistica di notevole lunghezza, che prevede dalle 12 alle 14 ore per l'intero percorso, ma che offre vie di fuga in caso di forzato ripiego, con 2 tratti di IV/IV+ e per il resto sempre sul II/III°, oltre a qualche calata in corda doppia. Diversi i tratti esposti o da percorrere con molta attenzione soprattutto nelle discese, per via del terreno non sempre solido.
Facendo il percorso in senso inverso a quello sopra descritto (cioè in senso orario), si sconsiglia la discesa dalla Nord del Pizzo Camino, ma scendendo dalla via normale.

FOTO 1: Pizzo Camino (all'estrema dx) e Cima Moren (al centro).
FOTO 2: Dal Pizzo Camino, sguardo sul lunghissimo percorso da compiere.
FOTO 3: Sullo sfondo versod x, la croce della Cima Moren.
Itinerario visto  37114 volte
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