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   Sass de Ortiga, Spigolo Wiessner-Kees
Zona  Trentino Alto Adige - Pale di S. Martino
Partenza   Malga Canali - Fiera di Primiero (1300m)
Quota attacco  2300 m
Quota arrivo  2631 m
Dislivello  330 m
Difficoltà  D / V+ ( V obbl. )
Esposizione  Ovest
Rifugio di appoggio  Rif. Treviso
Attrezzatura consigliata  8-10 rinvii, friend di varia misura, tanti cordini, 2 mezze corde da 60m
Orario indicativo 50min al rif. Treviso; 1h e 30' all'attacco; 4-5h la via
Periodo consigliato Estate
Descrizione Parcheggiare l’auto nel parcheggio (a pagamento) del Cant di Gal (1170 m), oppure proseguire a dx verso la Malga Canali (1302m, circa 20 posti auto).
Seguire la strada sterrata fino al bivio a dx per il Rifugio Treviso (1631 m, 1h),
Dal rifugio seguire il sentiero CAI a sx (n. 720) con indicazioni per la Forcella delle Mughe. Dopo un tratto bosco, si segue un vallone ghiaioso; guardando in alto a sx si può già vedere lo spigolo (col caratteristico masso incastrato). Raggiunta la forcella (2258 m, 1h e 30’ dal rif. Treviso), seguire un’evidente cengia che taglia tutto il versante S del Sass d’Ortiga (segni rossi). Un tratto attrezzato permette di superare in discesa un camino liscio e la successiva paretina verticale. Seguendo poi un’altra cengia si arriva alla forcella (masso incastrato) alla base dello spigolo.

1° tiro: risalire lo stretto camino appena sotto la forcella (segno giallo alla base); obliquare poi a sx fino al terrazzino soprastante. Sosta su due chiodi (30 m, IV, III).

2° tiro: spostarsi qualche metro a sinistra aggirando lo spigolo e salire senza via obbligata la parete verticale (molte possibilità di protezione), fino ad un altro grande terrazzo, dove si si sosta su due chiodi (45 m, IV-, III).
3° tiro: salire verticalmente sulla parete sopra la sosta, con ottime fessure. Seguire sempre il filo dello spigolo fino ad arrivare a due “denti”. (NB: attraversando un canalino sulla dx – spuntone con cordone vecchio – le difficoltà sono minori, ma poi bisogna riportarsi verso il filo prendendo come riferimento il primo dente). Sostare su un piccolo spiazzo con un chiodo e una clessidra, appena sotto l’ultimo tratto di parete del dente (50 m, IV, III/IV).
4° tiro: tenersi a dx del filo e salire fino ad incontrare un chiodo. Traversare a dx superando poi un camino ed arrampicare su placche tenendosi a dx dello stesso, che alla fine diventa strapiombante. Appena possibile (nuovo chiodo) obliquare a sx e sostare sull’apice pianeggiante del primo pilastro (40 m, IV/IV+, 1 chiodo).
5° tiro: lo spigolo diventa ora molto verticale: salire quindi dritti (chiodo nuovo alla base e a metà) fino a uno strapiombino con sotto tre chiodi ravvicinati, che si supera a sx. Raggiunta una prima nicchia gialla (clessidra con cordone) traversare a dx (esposto!); tornare poi con difficoltà minori verso sx fino a un’altra nicchia con roccia giallastra. Sosta su tre chiodi (35 m, IV+, IV, 5 chiodi, cordone in clessidra).
6° tiro: traversare a dx superando il leggero strapiombino (V-, 1 chiodo), tenendosi bassi è più semplice. Proseguire di nuovo verticalmente per la bella fessura molto appigliata, obliquando leggermente a sx, fino ad un saltino roccioso (chiodo). Tenendo la sx dello stesso, piegare poi progressivamente verso dx (chiodo e clessidre).. Il filo si fa nuovamente più abbattuto e si può salire senza via obbligata. Sempre sulla destra rispetto allo spigolo, vicino a un canale, si trova un comodo spiazzo con due cordoni in una clessidra, dove conviene sostare (55 m, V-, IV, III/III+, 3 chiodi).
7° tiro: continuare lungo il facile canale a sx, fino alla base della paretina finale dello spigolo. Salire sfruttando buone fessure fino alla vetta, dove si sosta su grandi massi incastrati (30 m, II, passi di IV, III).
8° tiro: scendere sempre stando a destra del filo, su facili placche inclinate. Superato il grande masso incastrato fra il secondo pilastro e la parte finale di parete, si oltrepassa la cengia e si raggiunge la sosta con cordoni (20m, II, III).
9° tiro: tiro chiave: con un passaggio molto atletico e di forza, dalla sosta si supera verso dx la breve paretina strapiombante strizzando un paio di prese piccole e un poco unte (V+, due clessidre con cordini); poi gli appigli diventano decisamente più comodi e si raggiunge così l’evidente fessura che taglia la parete (V-, 2 chiodi). Dopo il terzo chiodo, proseguire lungo la fessura ora meno verticale, fino ad una grande cengia, che si percorre verso dx per circa 3-4 m fino alla sosta su comodo terrazzo (posizionata un po’ in basso, 2 chiodi con cordino). (30 m, V+, V-, IV).
10° tiro: traversare a dx lungo la cengia, fino al termine dello spigolo. Salire quindi su facili roccette (molte clessidre), fino ad uscire su un ripiano ghiaioso. Percorrere poi un facile canale giungendo così all’anticima, dove si sosta su spuntoni (45 m, III, I).
11° tiro: procedere senza difficoltà (anche slegati, ometti e segni gialli) verso sx percorrendo la cresta che porta direttamente in vetta (2634m, 100m, I, II).
DISCESA: Per tracce evidenti si scende prima lungo la cresta (ometti e segni), poi sui ripidi prati del versante SE. Dopo circa 100m, il sentiero è più evidente e meno sfasciumoso. Occorre superare un saltino roccioso (5m, III), poi altre roccette più facili e infine un caminetto (II+). Dal caminetto si può fare una calata in doppia di 15 Mt. da 2 chiodi con cordino e catenella). Giunti alla base del caminetto non ci sono più difficoltà e camminando verso sx (viso a monte), si torna alla Forcella delle Mughe (ca. 1h. dalla vetta). Quindi lungo il sentiero fino al rif. Treviso.
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento  Una delle più importanti vie classiche delle Pale di San Martino, abbastanza frequentata nonostante il lungo avvicinamento. La via è molto estetica e risale lo spigolo ovest del Sass d'Ortiga. Roccia sempre fantastica, con un’esposizione spesso notevole e molta verticalità, ma molto ricca di clessidre e appigli. Il sole arriva molto tardi, ideale quindi in giornate calde. Stupenda la lunga fessura finale, che vista di fronte dalla sosta del tiro precedente, fa piuttosto impressione per la verticalità. I passi di V- e V+ sono abbastanza impegnativi ma molto brevi.
FOTO 1: La via lungo lo spigolo ovest; all'estrema dx della foto la Forcella delle Mughe.
FOTO 2: Roccia quasi sempre verticale ma molto lavorata.
FOTO 3: La stupenda fessura del 9° tiro. Il passo più difficile è proprio appena sopra la sosta.
Itinerario visto  37117 volte
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